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mercoledì 4 giugno 2008

Garofalo Ferrara - 5 aprile – 6 luglio 2008

La prima opera del Rinascimento italiano giunta in Russia, all’epoca di Pietro il Grande - sia pure con l’erronea attribuzione a Raffaello – è stata un dipinto del ferrarese Benvenuto Tisi detto il Garofano.
Era quasi inevitabile che la prima mostra realizzata a Ferrara da Ermitage Italia – la filiale italiana del grande museo russo, inaugurata nella città estense il 20 ottobre del 2007, quale importante centro di studi e di ricerche italo russo – fosse dedicata a Garofalo, uno dei principali protagonisti della cultura figurativa ferrarese del Cinquecento, di cui il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo conserva un importante nucleo di opere e di cui restano testimonianze nei principali musei del mondo.

Sarà dunque allestita nelle splendide sale del Castello Estense, dal 5 aprile al 6 luglio 2008, la prima mostra monografica su Benvenuto Tisi (Ferrara 1481 – 1559).
Molti capolavori di Garofalo si conservano ancora in città – e nell’occasione potranno essere apprezzati in un itinerario tematico che consentirà di vedere anche opere altrimenti non fruibili - ma molti altri, ormai da secoli, hanno lasciato Ferrara, in seguito alla famosa devoluzione del 1598, a svariate vendite e, non ultimo, alle requisizioni napoleoniche.

Grazie alla collaborazione con le più importanti istituzioni europee – dalla National Gallery di Londra allo Staatliche Kunstsammlungen Gemäldegalerie di Dresda, dal Musée du Louvre di Parigi al Kunsthistorishes Museum di Vienna, dalla Galleria Borghese e dai Musei Capitolini di Roma fino al Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte – questi lavori dispersi faranno ora ritorno nella città degli Estensi, ove furono concepiti e ove contribuirono a quel clima di rinnovamento che caratterizzò il ducato nell’ultimo secolo di fulgore.
Data Inizio: 05/04/2008 Provincia: Ferrara
Data Fine: 06/07/2008 Regione: Emilia Romagna
Costo del biglietto: 10,00 euro Orario: Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30
Prenotazione: Facoltativa Telefono: 199.411.120
Città: Ferrara Sito Web: http://www.mostragarofalo.it/
Luogo: Castello Estense

giovedì 22 maggio 2008

Peggy: una vita per l'arte

Il 2008 è un anno importante per la Collezione Peggy Guggenheim: l’anno che celebra i 60 anni della Collezione a Venezia. Una lunga serie di eventi, mostre temporanee, conferenze e dibattiti, laboratori didattici, visite guidate gratuite, proiezioni di film in giardino e il concerto per il compleanno di Peggy, ripercorrerà i momenti che hanno segnato la vita della mecenate americana dal suo arrivo a Venezia nel 1948 attraverso la storia delle opere della sua Collezione, dei suoi amici artisti, del suo talento e della passione per l’arte. Partendo proprio dai contenuti delle due mostre temporanee, Coming of Age: American Art, 1850s to 1950s e Carlo Cardazzo. Una nuova visione dell’arte, questo ricco programma intende approfondire da una parte l’importanza dei legami tra Peggy e le avanguardie americane, e dall’altra la sua grande influenza all’interno del panorama artistico veneziano degli anni ‘40 e ’50, mettendo così in luce due diversi aspetti di quell’unica grande passione artistica che animò l’esistenza della straordinaria mecenate americana. Era il 1948 quando Peggy Guggenheim fu invitata da Rodolfo Pallucchini, allora Segretario Generale della Biennale di Venezia, ad esporre la propria già leggendaria collezione al Padiglione della Grecia, all’epoca impegnata nella guerra civile: per la prima volta in Europa il pubblico poteva ammirare le opere dei grandi rappresentanti dell’Espressionismo astratto americano, artisti quali Pollock, Gorky, Rothko. Appena un anno più tardi Peggy Guggenheim acquistava Palazzo Venier dei Leoni, prezioso scrigno sul Canal Grande che da allora custodisce la sua leggendaria collezione, la più importante in Italia per l’arte europea e americana della prima metà del Novecento. Durante i trent’anni trascorsi a Venezia, Peggy ha continuato instacabilmente a collezionare opere d’arte e ad appoggiare artisti internazionali e locali, come Edmondo Bacci e Tancredi Parmeggiani. Nel 1969 Peggy decide di donare il palazzo e le opere d’arte alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, creata nel 1937 dallo zio Solomon per amministrare la propria collezione e il museo. Dal 1980, un anno dopo la scomparsa della collezionista americana, Palazzo Venier dei Leoni è divenuto un museo che oggi conta quasi 400.000 visitatori l’anno.
In occasione del 60° Anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, il museo ha organizzato una serie di iniziative didattiche dedicate alla propria fondatrice. Ogni ultimo sabato del mese alle 15.00 saranno infatti organizzati laboratori per bambini dai 4 ai 10 anni ispirati a Peggy, alla sua vita avventurosa, al Palazzo sul Canal Grande e al suo amore per l'arte e per la città di Venezia.
Dal 7 di gennaio, oltre alle attività destinate ai più piccoli, la Collezione Peggy Guggenheim organizza presentazioni gratuite per il pubblico adulto. Tutti i giorni alle 12.00 e alle 16.00 i visitatori potranno saperne di più sulla storia della famiglia Guggenheim, sui numerosi viaggi di Peggy tra Europa e Stati Uniti e sulle importanti amicizie della mecenate con gli artisti e gli intellettuali di tutto il mondo. Alle 15.30 il pubblico potrà invece ascoltare il racconto dell'arrivo di Peggy a Venezia, il suo rapporto con la città, con la Biennale e con gli artisti veneziani dei quali fu amica e collezionista.

mercoledì 14 maggio 2008

Visite al Palazzo Patriarcale

l Patriarca di Venezia apre la propria casa ai visitatori, accogliendoli nelle sale che egli stesso utilizza nella vita di tutti i giorni per incontri ufficiali, pubblici e privati. Occasione assolutamente unica, sarà possibile essere accolti e guidati nelle sale del Palazzo Patriarcale, adiacente alla Basilica di San Marco in piazzetta dei Leoncini, ogni venerdì a partire da venerdì 9 novembre 2007. Nel Palazzo (opera della prima metà dell’Ottocento dell’architetto Lorenzo Santi, i cui restauri sono appena terminati) è visibile una collezione che raccoglie opere dal Quattrocento all’Ottocento, provenienti soprattutto da chiese soppresse o non più aperte al culto, oltre a donazioni e prestiti temporanei. Fra le numerose opere il nucleo principale è costituito dal ciclo di tele sulle Storie di Santa Caterina d’Alessandria proveniente dalla chiesa veneziana omonima e di proprietà della Soprintendenza per il Polo Museale veneziano, realizzato da Jacopo Tintoretto e bottega. Accanto a queste sono visibili la Natività di Giambattista Tiepolo, della Basilica di San Marco, ed altre significative tele di Palma il Giovane. Nell’insieme, si tratta di un nucleo prestigioso che, con altri esempi in parte inediti e sconosciuti, rende la visita al palazzo un evento straordinario. Ma inedita è anche la preziosa opportunità di visitare i luoghi privati e pubblici del Patriarca di Venezia come la Sala del Tintoretto (che ospita il ciclo di Santa Caterina), la Sala da pranzo, la Sala dei Banchetti, il Vestibolo, lo Studio, la Sala dei Papi e la Galleria dei Patriarchi, la Cappella privata, oltre all’appartamento che fu del patriarca Luigi Sarto, poi Papa San Pio X che qui abitò dal 1894 al 1903, che ospita alcuni suoi ricordi personali.

Le visite si svolgono durante tre turni:
ore 15.00
ore 16.00
ore 17.00
Per partecipare è richiesta la prenotazione presso l’Ufficio Pastorale del Turismo.
La visita parte dal Museo Diocesano, dove va acquistato il biglietto, e dura 1 ora.
Il biglietto € 10,00 consente anche la visita libera al Museo Diocesano, usufruibile anche in un’altra data (ingresso gratuito ai bambini fino ai 5 anni).

mercoledì 7 maggio 2008

Matthias BRANDES - La scabra materia dei sogni

Matthias BRANDES

La scabra materia dei sogni
Matthias Brandes è un pittore anomalo. Un pittore che usa la tela come supporto per definire e scolpire una realtà magica, fatata. Incide con il pennello un modo incantato, un paesaggio affascinante dove le case si accatastano una sull'altra in equilibrio instabile o emergono da piatte lagune immerse in un silenzio irreale. Guardando questi dipinti la prima cosa che si nota è il materiale ruvido con il quale sono stati fatti questi edifici. Brandes ottiene questa materia usando tempera all'uovo grassa, senza acqua, mescolata con il colore ad olio. Tutto ciò da l’idea di un quadro tridimensionale che spinge lo spettatore a toccare con mano per accertarsi della consistenza dello stesso.
La pittura di Matthias Brandes è tutta nel suo impatto immediato, nelle emozioni che fa risuonare dentro di noi toccando le nostre corde più profonde. E' una pittura che incanta proprio per quel suo non fornire né cercare spiegazioni. La sua logica è quella che presiede i sogni.
E’ tutto un susseguirsi di solidi geometrici addossati l'uno all'altro come nel gioco del domino, poi un cipresso, una cupola, un altro tetto. La sensazione è la medesima, sia che quelle case mantengano un se pur minimo grado di realtà perché adagiate su una roccia o sulla superficie calma dell'acqua, sia che si rivelino gli elementi di una natura morta appoggiata su un tavolo dalla tovaglia immacolata. Resta invariata l'essenza di quel loro essere al tempo stesso vere e sognate.


dal 03 maggio 2008 al 03 giugno 2008
Galleria Polin Treviso Vicolo San Pancrazio, 20
Per informazioni: 0422-580004 340.3356420

mercoledì 23 aprile 2008

Mario Taragoni: la collezione in mostra a Venezia

L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia e Arthemisia dedicano al collezionista genovese, Mario Taragoni, una mostra che offre l’opportunità di vedere riunita, per la prima volta in modo completo, la collezione di dipinti dell’Ottocento toscano.

Finanziere, economista, grande collezionista d’arte, uomo di cultura, appassionato della pittura toscana e sostenitore dei valori del Risorgimento italiano, Mario Taragoni raccoglie nel periodo compreso tra le due Guerre, ma soprattutto nel Secondo Dopoguerra, una collezione di dipinti dei Macchiaioli assolutamente straordinaria.
Grazie a questa mostra si possono oggi ammirare dipinti celebri dei macchiaioli non presenti in esposizioni pubbliche da anni, tra gli altri: Ritratto di Signora; Donna con scialle rosa; La signora Clementina Bandini con le figlie a Poggiopiano di Silvestro Lega; La preghiera della sera; Tempo di pioggia; la Gramignaia e Sosta dei Lancieri di Giovanni Fattori; Il Ghetto di Firenze di Telemaco Signorini; Cappello di paglia di Armando Spadini; Vele al sole di Mario Puccini e numerosi altri capolavori dell’ottocento toscano.

mercoledì 16 aprile 2008

L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura

Alle Gallerie dell'Accademia ritornano Tiziano e la sua produzione tarda. Un tema che era già stato affrontato recentemente a Belluno nell'esposizione Tiziano ultimo alto. La prospettiva scelta a Venezia è radicalmente diversa, senza particolare interesse per l'attività della bottega e dei collaboratori. Qui lo scopo è offrire un gruppo di opere rappresentativo della grandezza di Tiziano, che ci faccia percepire perché egli rappresenti uno dei grandi maestri di ogni tempo.
Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne, Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità. Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ’30 del Cinquecento proprio a Venezia.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia posseggono l’ultima opera di Tiziano “La Pietà”, un grande ex voto contro l’epidemia che infuriava nell’anno della sua morte, che rappresenta forse il momento più alto di quella tecnica e di quella stagione artistica.
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore.
E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.

Gallerie dell'Accademia di Venezia,
Campo della Carità
Dorsoduro 1050
30130 Venezia
prorogata fino al 5 maggio
lunedì 8.15-14.00 , da martedì a domenica 8.15-19.15
Per prenotazioni telefoniche:
da lunedì a venerdì ore 9.00-18.00
sabato ore 9.00-14.00
Tel 041 520033345 – 199.199.100
Ingresso intero: € 10
Ingresso ridotto: € 7
www.ultimotiziano.it