martedì 22 aprile 2008
Dstrukt Showreel 2006: La nuova arte digitale
Il video mostra la nuova frontiera dell'arte grafica. Il motore software di Dstrukt permette di fare animazioni impensabili ricreando mondi e situazioni surreali. Nel video trovate il portfolio Dstrukt del 2006! Buona visione
lunedì 21 aprile 2008
Donne e pittura: Tamara de Lempicka

La pittura non è prerogativa solo di noi uomini. Le donne pittrici sono meno famose, inferiori in numero ma certamente non in talento e sensibilità. Un esempio è proprio la pittrice polacca Tamara de Lempicka, vissuta tra il 1898 e il 1980. Di origini aristocratiche ha vissuto in Polonia, poi a Parigi e all'inizio della seconda guerra si è trasferita negli USA, in California e successivamente a New York. All'inizio della sua carriera ha dovuto firmare alcune opere con un nome maschile. Donna dalla forte personalità, affascinata dalla femminilità (anche mentre era sposata ha avuto diverse relazioni con altre donne) ha conosciuto Marinetti (una sera in un locale parigino avevano progettato di incendiare il Louvre) e D'Annunzio. Frequentatrice di party mondani, dotata di grande slancio vitale, ma anche di periodi di grande depressione; nei suoi quadri (riconducibili all'Art Decò) vengono mostrati la vita, le personalità, la moda degli anni '30. Tamara ha uno stile molto particolare che ricorda i cubisti o lo stesso Cezanne; il disegno è molto curato, con linee precise, dirette; le forme sono plastiche, dalle curve semplici; i colori splendono per la loro vivacità, denotando una spiccata sensibilità e un'arte tutt'altro che fredda. Abile ritrattista, soprattutto di donne (notate come "descrive" le mani femminili), le sue figure non sono realistiche anche se molto definite, sono allucinate e morbide e paiono quasi uscire dalla tela. Insomma una grande pittrice, che non ha nulla da invidiare ai colleghi maschietti, anzi...


domenica 20 aprile 2008
Dave Gahan - Hourglass

Dave Gahan - Hourglass (2007)
Genere Pop Elettronico
Secondo lavoro solista per il frontman dei Depeche Mode dopo "Paper Monsters".
Disco assolutamente aperto alla sperimentazione musicale, con tracce molto diverse tra loro che esplorano vari generi, ma sempre in chiave elettronica, come del resto fanno i Depeche Mode.
Disco non proprio personalissimo in realtà, ma comunque molto originale e incisivamente modernissimo in molte melodie e atmosfere, e ultimamente non è cosa da poco.
Tracce da non perdere: Kingdom (che è anche il primo singolo) e A Little Lie.
Tracce:
1. Saw something - 5:14
2. Kingdom - 4:34
3. Deeper and deeper - 4:34
4. 21 days - 4:35
5. Miracles - 4:38
6. Use you - 4:48
7. Insoluble - 4:57
8. Endless - 5:47
9. A little lie - 4:53
10. Down - 4:34
Durata 48 minuti e 34 secondi
Etichetta EMI
sabato 19 aprile 2008
Il Superuomo di D'Annunzio: Interpretazione dannunziana di Nietzsche e Romanzi del superuomo
D’Annunzio riprende il pensiero di Nietzsche, ignorando la critica che il filosofo attua nei confronti dell’ideologia, la quale tende ad inquadrare la realtà all’interno di schemi rigidi formati da presunte verità, e, invece, ne esalta l’aspetto vitalistico, attraverso l’esaltazione della volontà dipotenza (impulso fondamentale della vita), e l’aspetto dionisiaco, che ci spinge ad immergerci nel caos della vita stessa. L’estetismo si fonde con il bellicismo, che non ha più solamente motivazioni nazionalistiche, ma, diventa celebrazione della violenza e della strage.
Nelle opere del superuomo dannunziano, l’esteta unisce, così, il culto della forza a quello della bellezza, trasformandosi da dandy in superuomo.

Nel romanzo “Le Vergini delle rocce”, il protagonista, Claudio Cantelmo, è alla ricerca di una donna degna di lui, con cui dare vita ad un figlio, che sia il futuro Re di Roma ed il capostipite di una razza superiore.
L’arte, in particolare la poesia, viene concepita come strumento per difendere la Bellezza, possibile solo in una società elitaria, dalla meschinità della democrazia borghese e dall’arroganza delle plebi (la “Gran Bestia”).
D’Annunzio mantiene, perciò, le stesse posizioni che aveva assunto nell’articolo “La Bestia elettiva” (25-26 settembre 1892) che scrisse per Il Mattino. Nel quale, attacca il suffragio universale sostenendo che “è stato inventato con straordinaria accortezza per spogliare le plebi dei propri diritti” e disprezza le plebi affermando che “resteranno sempre schiave e destinate a soffrire”.
Ovviamente, il romanzo riceve il nome dalla celebre opera di Leonardo, pensato dall’autore come l’eroe rinascimentale per eccellenza, in cui trovano sintesi pensiero e azione, vita e arte.
Nel romanzo “Il Fuoco”, il protagonista, Stelio Effrena, ha superato i dubbi che aveva Andrea Spirelli ne “Il Piacere”, il quale nel tentativo di “fare la propria vita come un’opera d’arte” si era scontrato con una società di massa che al valore qualitativo della Bellezza aveva preferito quello quantitativo del profitto.
Qui, invece, l’artista diviene in grado di imporsi sulle masse attraverso la manipolazione culturale e la creazione di nuovi modelli di vita.
La ricerca dell’onnipotenza dell’io, però, deve scontare anche il rischio della vanità dello sforzo e della sconfitta.
Nel “Forse che sì forse che no”, ad esempio, il protagonista troverà il riscatto e la gloria grazie ad un eroico volo aereo. La macchina diviene, in tal modo, il mezzo che consente al superuomo la sua affermazione.
In definitiva il superuomo dannunziano piega l’intero mondo che lo circonda (la donna, le macchine, la natura,..) al proprio progetto di affermazione.
Bibliografia:
- “Il piacere”, Gabriele D’Annunzio, Classici Moderni Oscar Mondadori
- “Le vergini nelle rocce”, Gabriele D’Annunzio, Oscar Mondadori
- “Linea di una bibliografia italiana su Nietzsche”, a cura di Roberta Amà e Donatella Cervi
- Tratto e liberamente rielaborato da “Il mito del super uomo”, La scrittura e l’interpretazione - Volume 3, G. B. Palumbo Editore, 2000
- Storia e antologia della filosofia – Ottocento e Novecento, Editori Laterza, 2000
giovedì 17 aprile 2008
Arte Digitale
Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede una nuova forma d’arte definita “arte digitale” o “net art”. Da come si può capire questo genere d’arte si è sviluppato attraverso l’innovazione tecnologica dei computer e della sempre più estesa informatizzazione della vita quotidiana. Infatti sembra logico che anche l’arte abbia subito l’influsso del computer e di tutti quei programmi che permetto di creare, modificare immagini: la grafica tridimensionale viene creata attraverso il processo di disegnare immagini complesse a partire da forme geometriche, poligoni o NURBS, per creare forme tridimensionali realistiche, oggetti e scene utilizzabili in diversi media, come film, televisione, stampe ed effetti speciali visivi, l’arte frattale è creata completamente attraverso il computer che genera l’immagine attraverso un funzione molto complessa; il foto ritocco è attualmente molto utilizzata in fase di post-produzione dai fotografi oppure attraverso il fotomontaggio per generare effetti e creazioni nuovissime e mai immaginate; infine l’immagine può essere acquisita attraverso il mouse o la tavoletta grafica per poi essere elaborata.
Purtroppo questa forma d’arte non ancora è così conosciuta, non solo dai fruitori occasionali d’arte, ma anche dagli esperti, che in molti casi la bistrattano o la ritengono un “gioco” e non degna di entrare a fare parte dell’“ARTE” nel senso classico della parola. Fortunatamente questa si sta facendo conoscere attraverso internet, l’ambiente ideale dove pubblicare immagini, video e grafica di vario genere. Ultimamente si sta cercando di portarla anche all’interno dei musei installando monitor su cui visualizzare le opere.
In questo video potete vedere degli esempi e capirne le potezialità!
Purtroppo questa forma d’arte non ancora è così conosciuta, non solo dai fruitori occasionali d’arte, ma anche dagli esperti, che in molti casi la bistrattano o la ritengono un “gioco” e non degna di entrare a fare parte dell’“ARTE” nel senso classico della parola. Fortunatamente questa si sta facendo conoscere attraverso internet, l’ambiente ideale dove pubblicare immagini, video e grafica di vario genere. Ultimamente si sta cercando di portarla anche all’interno dei musei installando monitor su cui visualizzare le opere.
In questo video potete vedere degli esempi e capirne le potezialità!
link:
http://www.artedigitale.net/
http://www.immaginaria.net/sezione.php/id/38
mercoledì 16 aprile 2008
L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura
Alle Gallerie dell'Accademia ritornano Tiziano e la sua produzione tarda. Un tema che era già stato affrontato recentemente a Belluno nell'esposizione Tiziano ultimo alto. La prospettiva scelta a Venezia è radicalmente diversa, senza particolare interesse per l'attività della bottega e dei collaboratori. Qui lo scopo è offrire un gruppo di opere rappresentativo della grandezza di Tiziano, che ci faccia percepire perché egli rappresenti uno dei grandi maestri di ogni tempo.
Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne, Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità. Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ’30 del Cinquecento proprio a Venezia.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia posseggono l’ultima opera di Tiziano “La Pietà”, un grande ex voto contro l’epidemia che infuriava nell’anno della sua morte, che rappresenta forse il momento più alto di quella tecnica e di quella stagione artistica.
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore.
E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.
Gallerie dell'Accademia di Venezia,
Campo della Carità
Dorsoduro 1050
30130 Venezia
prorogata fino al 5 maggio
lunedì 8.15-14.00 , da martedì a domenica 8.15-19.15
Per prenotazioni telefoniche:
da lunedì a venerdì ore 9.00-18.00
sabato ore 9.00-14.00
Tel 041 520033345 – 199.199.100
Ingresso intero: € 10
Ingresso ridotto: € 7
www.ultimotiziano.it
Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne, Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità. Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ’30 del Cinquecento proprio a Venezia.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia posseggono l’ultima opera di Tiziano “La Pietà”, un grande ex voto contro l’epidemia che infuriava nell’anno della sua morte, che rappresenta forse il momento più alto di quella tecnica e di quella stagione artistica.
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore.
E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.
Gallerie dell'Accademia di Venezia,
Campo della Carità
Dorsoduro 1050
30130 Venezia
prorogata fino al 5 maggio
lunedì 8.15-14.00 , da martedì a domenica 8.15-19.15
Per prenotazioni telefoniche:
da lunedì a venerdì ore 9.00-18.00
sabato ore 9.00-14.00
Tel 041 520033345 – 199.199.100
Ingresso intero: € 10
Ingresso ridotto: € 7
www.ultimotiziano.it
martedì 15 aprile 2008
Sculture sonore suonate dal vento
Ho trovato questo interessante video su un nuovo modo di concepire la scultura. La fusione fra materiale, suono e natura. Questa strana creazione infatti suona con il soffio del vento. Il suo suono è perpetuo e assolutamente incontrollabile dalle persone. Soffia una melodia un po cupa ma è davvero suggestiva. Questa frontiera di arte la trovo molto interessante, in particolare ciò che mi esalta è la fusione delle tipologie apparentemente diverse di creazione. Quando la natura suona ciò che la terrà da e che l'uomo plasma in un circolo armonico perpetuo e incessante come il soffiare del vento.
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