lunedì 28 aprile 2008

I Macchiaioli



In riferimento all'articolo sulla mostra di Taragoni, colgo l'occasione per parlare dei Macchiaioli (che vedete nella foto in posa gogliardica). La "scuola" dei Macchiaioli, nata nel 1856, è uno dei movimenti artistici più importanti del panorama italiano e anche internazionale di fine Ottocento. Il termine è stato coniato in senso dispregiativo perchè questi pittori erano delle personalità anticonformiste, fuori dagli schemi, rifiutavano le regole accademiche e rivendicavano la propria libertà artistica. La "sede" di questa "scuola" (che altro non era se non una comunità di giovani talenti legati dall'amicizia e dagli intenti) era una saletta del Caffè Michelangelo a Firenze nella quale, in un clima fremente ed irrequieto, tra una bevuta e una chiaccherata, questi artisti teorizzavano una nuova filosofia di pittura, scambiandosi impressioni e stimoli l'uno con l'altro. La loro poetica era in contrasto con Romanticismo o Neoclassicismo, era piuttosto legata ad una forma di Verismo; una pittura a stretto contatto con la realtà. I Macchiaioli affermavano che la forma non esiste, tutto è creato dalla luce e viene percepito dall'occhio umano attraverso il colore. Per questo motivo il mondo, la natura, vanno rappresentati sulla tela con macchie di colore, ora distinte ora sovrapposte ad altre macchie. Certamente il quadro deve rappresentare alla fine la forma che sta davanti agli occhi del pittore (non stiamo parlando di arte astratta), ma il modo di dipingere è quanto mai innovativo. Inevitabile notare l'affinità con i colleghi impressionisti (frequenti furono le visite di questi artisti a Parigi); probabilmente le due scuole si sono vicendevolmente influenzate essendo nate nello stesso periodo. Ai Macchiaioli va il merito di aver portato la pittura fuori dalle stanze delle accademie, l'atto creativo a diretto contatto con la natura, en plein air direbbero i francesi.







Silvestro Lega Il pergolato













Giovanni Fattori Il riposo










Telemaco Signorini La toilette del mattino

sabato 26 aprile 2008

Artisti Vari - Encores, Legends & Paradox: An Emerson, Lake & Palmer Tribute CD



Artisti Vari - Encores, Legends & Paradox: An Emerson, Lake & Palmer Tribute CD (1999)

Genere Progressive Rock

Molti artisti componenti di band di fama mondiale (tra cui Dream Theatre e Magellan) riarrangiano alcune imperdibili canzoni dei leggendari ELP (gruppo progressive rock inglese).
Non si tratta di un album di covers vero e proprio, ma di un tributo originalissimo in cui le canzoni sono molto spesso parecchio diverse dalle originali, a volte forse quasi migliori...
Atmosfere molto raffinate, con elettronica sempre al massimo livello e sonorità artificiali originalissime e mai ripetitive, e nel prog non sempre è facile.
Tracce da non perdere: Karn Evil 9 1st Impression, The Endless Enigma e ovviamente Tarkus, un evergreen degli ELP.



Tracce
1. Karn Evil 9 1st. Impression (8:51)
2. Bitches Crystal (4:41)
3. Toccata [Adaptation of Alberto Ginastera's 1st Piano Concerto, 4th Movement] (8:07)
4. Knife Edge [adapted from Janacek's Sinfonietta] (5:20)
5. A Time and a Place (6:14)
6. Hoedown [taken from Rodeo by Aaron Copeland] (3:46)
7. The Sheriff (5:57)
8. The Endless Enigma (10:18)
9. The Barbarian [adapted from Bela Bartok's Allego Barbaro] (4:44)
10. Tarkus (6:45)

Artisti
- Robert Berry / bass (1, 4, 6, 9, 10), guitar (1, 9), vocals (1)
- Trent Gardner / keyboards (2, 3, 5, 7, 8), vocals (7, 8)
- Wayne Gardner / bass (2, 3, 5, 7, 8), acoustic guitar (7)
- Simon Phillips / drums (1, 4, 6, 9, 10)
- Marc Bonilla / guitar (4, 6, 10)
- Jordan Rudess / keyboards (1, 6)
- Pat Mastelotto / percussion (2, 3)
- John Wetton / vocals (2, 7)
- Igor Khoroshev / piano (2), keyboards (9)
- Peter Banks / guitars (3, 7)
- James LaBrie / vocals (5, 10)
- Mike Portnoy / drums (7, 8)
- Mark Wood / violin (1)
- Matt Guillory / synthesizer (3)
- Glenn Hughes / vocals (4)
- Erik Norlander / keyboards (4)
- Doane Perry / drums (5)
- Martin Barre / guitars (5)
- John Novello / organ (5)
- Jerry Goodman / violin (6)
- Mark Robertson / Hammond (7)
- Geoff Downes / synthesizer (8 lead solo in outro)
- Derek Sherinian / keyboards (10)

Durata 64 Minuti 43 Secondi
Etichetta Magna Charta

mercoledì 23 aprile 2008

Mario Taragoni: la collezione in mostra a Venezia

L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia e Arthemisia dedicano al collezionista genovese, Mario Taragoni, una mostra che offre l’opportunità di vedere riunita, per la prima volta in modo completo, la collezione di dipinti dell’Ottocento toscano.

Finanziere, economista, grande collezionista d’arte, uomo di cultura, appassionato della pittura toscana e sostenitore dei valori del Risorgimento italiano, Mario Taragoni raccoglie nel periodo compreso tra le due Guerre, ma soprattutto nel Secondo Dopoguerra, una collezione di dipinti dei Macchiaioli assolutamente straordinaria.
Grazie a questa mostra si possono oggi ammirare dipinti celebri dei macchiaioli non presenti in esposizioni pubbliche da anni, tra gli altri: Ritratto di Signora; Donna con scialle rosa; La signora Clementina Bandini con le figlie a Poggiopiano di Silvestro Lega; La preghiera della sera; Tempo di pioggia; la Gramignaia e Sosta dei Lancieri di Giovanni Fattori; Il Ghetto di Firenze di Telemaco Signorini; Cappello di paglia di Armando Spadini; Vele al sole di Mario Puccini e numerosi altri capolavori dell’ottocento toscano.

martedì 22 aprile 2008

Dstrukt Showreel 2006: La nuova arte digitale

Il video mostra la nuova frontiera dell'arte grafica. Il motore software di Dstrukt permette di fare animazioni impensabili ricreando mondi e situazioni surreali. Nel video trovate il portfolio Dstrukt del 2006! Buona visione

lunedì 21 aprile 2008

Donne e pittura: Tamara de Lempicka



La pittura non è prerogativa solo di noi uomini. Le donne pittrici sono meno famose, inferiori in numero ma certamente non in talento e sensibilità. Un esempio è proprio la pittrice polacca Tamara de Lempicka, vissuta tra il 1898 e il 1980. Di origini aristocratiche ha vissuto in Polonia, poi a Parigi e all'inizio della seconda guerra si è trasferita negli USA, in California e successivamente a New York. All'inizio della sua carriera ha dovuto firmare alcune opere con un nome maschile. Donna dalla forte personalità, affascinata dalla femminilità (anche mentre era sposata ha avuto diverse relazioni con altre donne) ha conosciuto Marinetti (una sera in un locale parigino avevano progettato di incendiare il Louvre) e D'Annunzio. Frequentatrice di party mondani, dotata di grande slancio vitale, ma anche di periodi di grande depressione; nei suoi quadri (riconducibili all'Art Decò) vengono mostrati la vita, le personalità, la moda degli anni '30. Tamara ha uno stile molto particolare che ricorda i cubisti o lo stesso Cezanne; il disegno è molto curato, con linee precise, dirette; le forme sono plastiche, dalle curve semplici; i colori splendono per la loro vivacità, denotando una spiccata sensibilità e un'arte tutt'altro che fredda. Abile ritrattista, soprattutto di donne (notate come "descrive" le mani femminili), le sue figure non sono realistiche anche se molto definite, sono allucinate e morbide e paiono quasi uscire dalla tela. Insomma una grande pittrice, che non ha nulla da invidiare ai colleghi maschietti, anzi...





domenica 20 aprile 2008

Dave Gahan - Hourglass













Dave Gahan - Hourglass (2007)

Genere Pop Elettronico

Secondo lavoro solista per il frontman dei Depeche Mode dopo "Paper Monsters".
Disco assolutamente aperto alla sperimentazione musicale, con tracce molto diverse tra loro che esplorano vari generi, ma sempre in chiave elettronica, come del resto fanno i Depeche Mode.
Disco non proprio personalissimo in realtà, ma comunque molto originale e incisivamente modernissimo in molte melodie e atmosfere, e ultimamente non è cosa da poco.
Tracce da non perdere: Kingdom (che è anche il primo singolo) e A Little Lie.

Tracce:
1. Saw something - 5:14
2. Kingdom - 4:34
3. Deeper and deeper - 4:34
4. 21 days - 4:35
5. Miracles - 4:38
6. Use you - 4:48
7. Insoluble - 4:57
8. Endless - 5:47
9. A little lie - 4:53
10. Down - 4:34

Durata 48 minuti e 34 secondi
Etichetta EMI

sabato 19 aprile 2008

Il Superuomo di D'Annunzio: Interpretazione dannunziana di Nietzsche e Romanzi del superuomo

D’Annunzio riprende il pensiero di Nietzsche, ignorando la critica che il filosofo attua nei confronti dell’ideologia, la quale tende ad inquadrare la realtà all’interno di schemi rigidi formati da presunte verità, e, invece, ne esalta l’aspetto vitalistico, attraverso l’esaltazione della volontà dipotenza (impulso fondamentale della vita), e l’aspetto dionisiaco, che ci spinge ad immergerci nel caos della vita stessa. L’estetismo si fonde con il bellicismo, che non ha più solamente motivazioni nazionalistiche, ma, diventa celebrazione della violenza e della strage.


Nelle opere del superuomo dannunziano, l’esteta unisce, così, il culto della forza a quello della bellezza, trasformandosi da dandy in superuomo.


Nel romanzo “Le Vergini delle rocce”, il protagonista, Claudio Cantelmo, è alla ricerca di una donna degna di lui, con cui dare vita ad un figlio, che sia il futuro Re di Roma ed il capostipite di una razza superiore.
L’arte, in particolare la poesia, viene concepita come strumento per difendere la Bellezza, possibile solo in una società elitaria, dalla meschinità della democrazia borghese e dall’arroganza delle plebi (la “Gran Bestia”).
D’Annunzio mantiene, perciò, le stesse posizioni che aveva assunto nell’articolo “La Bestia elettiva” (25-26 settembre 1892) che scrisse per Il Mattino. Nel quale, attacca il suffragio universale sostenendo che “è stato inventato con straordinaria accortezza per spogliare le plebi dei propri diritti” e disprezza le plebi affermando che “resteranno sempre schiave e destinate a soffrire”.
Ovviamente, il romanzo riceve il nome dalla celebre opera di Leonardo, pensato dall’autore come l’eroe rinascimentale per eccellenza, in cui trovano sintesi pensiero e azione, vita e arte.

Nel romanzo “Il Fuoco”, il protagonista, Stelio Effrena, ha superato i dubbi che aveva Andrea Spirelli ne “Il Piacere”, il quale nel tentativo di “fare la propria vita come un’opera d’arte” si era scontrato con una società di massa che al valore qualitativo della Bellezza aveva preferito quello quantitativo del profitto.
Qui, invece, l’artista diviene in grado di imporsi sulle masse attraverso la manipolazione culturale e la creazione di nuovi modelli di vita.

La ricerca dell’onnipotenza dell’io, però, deve scontare anche il rischio della vanità dello sforzo e della sconfitta.
Nel “Forse che sì forse che no”, ad esempio, il protagonista troverà il riscatto e la gloria grazie ad un eroico volo aereo. La macchina diviene, in tal modo, il mezzo che consente al superuomo la sua affermazione.

In definitiva il superuomo dannunziano piega l’intero mondo che lo circonda (la donna, le macchine, la natura,..) al proprio progetto di affermazione.

Pubblicato su UNO PROVOCATORIO

Bibliografia:
- “Il piacere”, Gabriele D’Annunzio, Classici Moderni Oscar Mondadori

- “Le vergini nelle rocce”, Gabriele D’Annunzio, Oscar Mondadori
- “Linea di una bibliografia italiana su Nietzsche”, a cura di Roberta Amà e Donatella Cervi
- Tratto e liberamente rielaborato da “Il mito del super uomo”, La scrittura e l’interpretazione - Volume 3, G. B. Palumbo Editore, 2000
- Storia e antologia della filosofia – Ottocento e Novecento, Editori Laterza, 2000