domenica 11 maggio 2008

The Clash - London Calling




The Clash - London Calling (1979)

Genere Punk

Il successo di pubblico e critica negli USA per i Clash, fino ad allora famosi soltanto nella natia Gran Bretagna e in parte d'Europa arrivò con questo album doppio (allora uscivano in vinile, ovviamente) pubblicato nel dicembre 1979 però venduto al prezzo di un album singolo (su specifica insistenza della band). Il nuovo lavoro della band accostava al punk classico molti generi quali il il reggae o il rockabilly american style.
L'album è una pietra miliare della storia della musica non solo punk; le tracce indimenticabili sono Train in Vain, Lost in the Supermarket, Clampdown e London Calling . Il tema politico è frequente nei testi : The Guns of Brixton parla del quartiere popolare londinese abitato da immigrati; Spanish Bombs tratta la guerra civile spagnola; Clampdown dei crimini nazisti; Lost in the Supermarket è una critica al sistema capitalista; Koka Kola una forte critica alla realtà americana. Revolution Rock invece può essere considerato il testamento politico della band.
Curiosità: London Calling è considerato in Inghilterra tra i migliori album degli anni Settanta, negli Stati Uniti degli Ottanta.

Tracce:

1. London Calling
- 3:20
2. Brand New Cadillac
- 2:08
3. Jimmy Jazz
- 3:54
4. Hateful
- 2:44
5. Rudie Can't Fail
- 3:29
6. Spanish Bombs - 3:18
7. The Right Profile
- 3:54
8. Lost in the Supermarket
- 3:47
9. Clampdown
- 3:49
10. The Guns of Brixton
- 3:09
11. Wrong'em Boyo
- 3:10
12. Death or Glory
- 3:55
13. Koka Kola
- 1:47
14. The Card Cheat
- 3:49
15. Lover's Rock
- 4:03
16. Four Horsemen
- 2:55
17. I'm Not Down
- 3:06
18. Revolution Rock
- 5:33
19. Train in Vain
- 3:09

Durata 64 Minuti e 59 Secondi
Etichetta Epic

mercoledì 7 maggio 2008

Matthias BRANDES - La scabra materia dei sogni

Matthias BRANDES

La scabra materia dei sogni
Matthias Brandes è un pittore anomalo. Un pittore che usa la tela come supporto per definire e scolpire una realtà magica, fatata. Incide con il pennello un modo incantato, un paesaggio affascinante dove le case si accatastano una sull'altra in equilibrio instabile o emergono da piatte lagune immerse in un silenzio irreale. Guardando questi dipinti la prima cosa che si nota è il materiale ruvido con il quale sono stati fatti questi edifici. Brandes ottiene questa materia usando tempera all'uovo grassa, senza acqua, mescolata con il colore ad olio. Tutto ciò da l’idea di un quadro tridimensionale che spinge lo spettatore a toccare con mano per accertarsi della consistenza dello stesso.
La pittura di Matthias Brandes è tutta nel suo impatto immediato, nelle emozioni che fa risuonare dentro di noi toccando le nostre corde più profonde. E' una pittura che incanta proprio per quel suo non fornire né cercare spiegazioni. La sua logica è quella che presiede i sogni.
E’ tutto un susseguirsi di solidi geometrici addossati l'uno all'altro come nel gioco del domino, poi un cipresso, una cupola, un altro tetto. La sensazione è la medesima, sia che quelle case mantengano un se pur minimo grado di realtà perché adagiate su una roccia o sulla superficie calma dell'acqua, sia che si rivelino gli elementi di una natura morta appoggiata su un tavolo dalla tovaglia immacolata. Resta invariata l'essenza di quel loro essere al tempo stesso vere e sognate.


dal 03 maggio 2008 al 03 giugno 2008
Galleria Polin Treviso Vicolo San Pancrazio, 20
Per informazioni: 0422-580004 340.3356420

martedì 6 maggio 2008

Arte con le ombre.

Ecco l'ultima trovata di un gruppo di artisti. Esibirsi in un teatro senza nessun effetto scenografico servendosi solamente della propria ombra. Ecco nascere incredibili coreografie. Guardatelo!!

lunedì 5 maggio 2008

Adolfo Wildt


Adolfo Wildt è uno scultore italiano vissuto tra il 1868 e il 1931. Nonostante sia un maestro nella lavorazione del marmo (paragonabile a Canova) è sconosciuto a molti, forse perchè le mostre a lui dedicate in questi ultimi 50 anni si contano sulle dita di una mano. Wildt nasce a Milano da una famiglia di origine svizzera molto povera, dovrà lasciare la scuola a 9 anni e lavorare come garzone da un parucchiere e poi da un orafo. A 11 anni entra nella bottega di Giuseppe Grandi, dove impara a scolpire e poi si iscrive a Brera all'Accademia. Durante una sua esposizione a Brera conosce un ricco collezionista prussiano, Franz Rose, che diventerà suo amico e mecenate, finanziando le sue opere fino al 1912. Nel 1921 fonda a Milano una scuola del marmo. Guardando le opere di Wildt si nota subito la cura maniacale dell'artista nello scolpire il marmo e successivamente nel levigarlo e lucidarlo dando al materiale purezza e plasticità. La luce può così giocare sulle superfici perfettamente lisce evidenziando la misticità ed il senso onirico delle forme. Nelle sue opere Wildt esalta il senso del silenzio, della malinconia, della sofferenza della vita, ma anche della gioia e della delicatezza. Spesso lo scultore deforma le figure, accentuando uno zigomo, un sopraciglio allo scopo di esprimere il sentimento desiderato. Questo suo modo di rappresentazione della realtà lo accomuna ai pittori espressionisti. Come scrisse egli stesso: "Scolpire significa immettere lo spirito nella materia".








San Francesco




















Filo d'oro

domenica 4 maggio 2008

Kraftwerk - Autobahn


Kraftwerk - Autobahn (1974)

Genere Elettro-pop-rock

Quarto album dei tedeschi Kraftwerk, forse il gruppo più influente e importante nella storia della musica elettronica. Autobahn è considerato all'unaminità una pietra miliare della musica elettronica.
Nell'album, oltre agli immancabili sintetizzatori e le tastiere sono presenti anche strumenti non elettronici, come flauti,violinie chitarre, che danno al lavoro una varietà musicale molto marcata.
L'album "parla" dell'esperienza di guida in autostrada: dalla monotonia del viaggio, al fascino della velocità, alla compagnia che può tenere la musica durante il tragitto.
Un disco da ascoltare con impegno si può dire, come del resto anche gli altri lavori della band a causa della complessità della musica dei Werk.
Da notare la bellissima copertina dell'artista Emil Schult.
Tracce da ascoltare: praticamente tutte...

Tracce:
1. Autobahn (Hütter, Schneider, Schult) - 22:40
2. Kometenmelodie 1 (Hütter, Schneider) - 6:25
3. Kometenmelodie 2 (Hütter, Schneider) - 5:44
4. Mitternacht (Hütter, Schneider) - 4:40
5. Morgenspaziergang (Hütter, Schneider) - 4:03

Durata 42 Minuti e 27 Secondi
Etichetta Mercury

martedì 29 aprile 2008

Caspar David Friedrich: Vita e Analisi delle Opere del pittore del Romanticismo tedesco

Caspar David Friedrich nacque nel 1774 a Greifswald in Pomerania, all’epoca sotto il controllo del Regno di Svezia. Dal 1794 al 1798 studiò presso l’Accademia d’Arte di Copenaghen in Danimarca. Nel 1798 si trasferì a Dresda, dove visse fino alla sua morte nel 1840. Si rifiutò sempre di compiere il tradizionale viaggio in Italia.

Friedrich è il maggiore esponente della pittura romantica tedesca ed è l’artista che meglio ha saputo trasmettere su tela la tensione umana verso l’infinito e l’anima universale, a cui appartengono l’uomo e la natura.

Secondo Friedrich: “Il compito dell’artista non è la rappresentazione fedele dell’aria, dell’acqua, delle rocce, degli alberi: la sua anima e la sua sensibilità devono rispecchiarsi nella sua opera. Il compito di un’opera d’arte è di riconoscere lo spirito della natura, comprenderlo, registrarlo e renderlo con tutto il cuore e il sentimento”.


E’ impossibile non percepire un senso di desolazione e di inquietudine nell’osservare il “Monaco in riva al mare” (1808-1809, olio su tela, 110 x 171 cm, Berlino).
Si possono distinguere tre zone in cui la tela è suddivisa, ma, trasmettono lo stesso senso di vuoto e l’occhio ha difficoltà a soffermarsi su un unico punto.
Lo scrittore Heinrich von Kleist, a tal proposito, disse: “A causa della sua monotonia e sconfinatezza, con nient’altro se non la cornice come sfondo, uno sente come se le proprie palpebre fossero state tagliate via”.
Dinnanzi alla vastità della natura si distingue la piccola figura di un monaco in contemplazione sulla spiaggia, che evidenzia il contrasto tra la finitezza dell’uomo e l’infinitezza dell’universo.
Rauch commentò: "Si tratta sempre del dialogo del singolo con l'incommensurabilità dell'universo, un dialogo che invano attende una risposta di Dio".


Nella "Abazia nel querceto” (1809, olio su tela, 110,4 x 171 cm, Berlino) manca il senso della profondità e le forme assumono sembianze astratte, facendo percepire una certa insofferenza da parte Friedrich nei confronti delle convenzioni.
Le croci conficcate nel terreno e le figure spettrali dei monaci, che trasportano le spoglie dell’artista stesso verso la sepoltura, sono espressione di un’attenzione per i simboli religiosi e di un gusto cimiteriale.
Il tragitto compiuto dalla salma, che sta per varcare il portale dell’abazia, rappresenta il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna, quest’ultima simboleggiata dalle prime luci dell’alba, che irradiano un gelido mattino invernale.
Le rovine del convento creano una immagine al di fuori del tempo, rievocando il Medioevo ed una intensa spiritualità religiosa, confinata ed oppressa dal razionalismo settecentesco.
Nel 1830 Friedrich scrisse: “Chiudi il tuo occhio fisico, così che tu possa vedere il quadro con l’occhio dello spirito. Poi porta alla luce del giorno ciò che hai visto nell’oscurità, così che possa reagire con gli altri, dall’esterno verso l’interno”.


“Il naufragio della Speranza” o “Il mare di ghiaccio” (1832, olio su tela, 73,5 x 102,5 cm, Berlino) è un dipinto di soggetto nazionalistico, realizzato su commissione.
Tra le lastre di ghiaccio che svettano verso l’alto, si intravede una nave incagliata e si può intuire il dramma, ormai giunto a conclusione, di coloro che vi sono rimasti intrappolati.
La tragedia si è elevata, in questo caso, fino a toccare il sublime. La natura, infatti, si è scatenata con tutta la sua forza contro l’uomo, il quale può solo rendersi conto della propria impotenza di fronte ad essa.
Il contrasto luminoso creato dal rosso della luce che si riflette sui ghiacci, accentua ulteriormente il senso tragico e terrificante che pervade quest’opera.
“Il naufragio della Speranza”, molto probabilmente, rappresenta la speranza di unificare i territori tedeschi, che ormai sembra essere naufragata.

Pubblicato su UNO PROVOCATORIO

Harvie Krumpet - Cortometraggio Oscar 2004

Questo corto è stato realizzato da Adam Elliot nel 2004 e in quell'anno ha vinto l'oscar come miglior corto animato. Di seguito trovate la parte 2 e 3. E' davvero bello!! Buona visione.